HMI, Scada sempre più evoluti e implementabili con IoT

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Il seguente articolo è tratto dalla rassegna stampa n.441 di Automazione Oggi di Quine Business Publisher.

Secondo alcuni esperti del settore, le interfacce e i sistemi SCADA tradizionali avranno ancora qualche anno di vita operativa all’interno delle aziende a meno che non vengano implementati con l’IoT al fine di rendere più efficienti diversi aspetti legati all’Industria 4.0

 

Autore: Filippo Cubattoli (PCVUE SRL)

Sono decenni che gli analisti del settore professano l’imminente fine vita delle tecnologie SCADA, cosa che puntualmente non si è verificata.

Diverse piattaforme commerciali si sono perse per strada e poche sono state in grado di seguire il mercato – che ha premiato la progressiva introduzione di evoluzioni senza stravolgere il passato o rompere la compatibilità con progetti già sviluppati o tecnologie “legacy”.

La filosofia alla base di consentire la creazione di sistemi di supervisione senza scrivere codice, unita alla transizione OT – IT prima e IoT dopo sta, a discapito delle previsioni, rendendo le piattaforme come PcVue sempre più longeve.

Nella nostra soluzione SCADA PcVue abbiamo reso possibili nuove modalità di fruizione da parte degli operatori: le control room si stanno spopolando e sono sempre più diffusi gli accessi mobili su dispositivi non dedicati come app con notifiche, client web su browser HTML5. La tecnologia di geocontestualizzazione dell’utente fornisce in modo proattivo sullo schermo dello smartphone poche ma significative informazioni basate sulla posizione e sul ruolo dell’operatore, che può essere guidato anche tramite chat-bot alla risoluzione di anomalie o nell’esecuzione di procedure.

In PcVue sono stati implementati protocolli di nuova generazione come MQTT, i connettori universali per il mondo Cloud per interagire con piattaforme pubbliche quali Azure, Google Cloud, AWS o persino social network, aprendo le porte all’integrazione Industry 4.0 – che non necessariamente prevede l’utilizzo di tecnologie recenti, ma che spesso vede lo SCADA fare da gateway fra sistemi “vecchi” (file CSV, Modbus…) e interfacce recenti (es. strutture JSON, REST-API…) – per interfacciare macchine esistenti con sistemi informatici di moderna concezione.

Da non dimenticare le opportunità emergenti come OCPP, lo standard per la supervisione delle colonnine di ricarica veicoli elettrici che trova nello SCADA PcVue una sua naturale collocazione per l’integrazione nelle Smart Grid – oppure il mondo LPWAN per l’acquisizione dati a distanza con forte semplicità di installazione e bassi costi infrastrutturali.

Un altro punto dove la nostra soluzione SCADA ha saputo ritagliarsi un posto di rispetto è l’Edge: un po’ l’opposto del cloud: preprocessamento e trasmissione in sicurezza dei dati dal luogo di generazione degli stessi (ossia vicino alla macchina/impianto) verso il cloud – che diventa un centro di telecontrollo accessibile da dovunque.

Nella prossima versione di PcVue è previsto il supporto BIM (Building Integration Model) per i sistemi BMS e lo standard video ONVIF, per portare sullo SCADA anche la parte video dalle telecamere: forse è morto lo SCADA come era inteso 20 anni fa, ma chi ha saputo evolversi, in realtà è vivo e vegeto.